15.03.08, Telelis, Georgios Pachymeres: Philosophia Book 5

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Anna Toscano

The Medieval Review 15.03.08

Telelis, Ioannis. Georgios Pachymeres, Philosophia, Book 5: Commentary in Aristotle's Meteorologica: Biblion Pempton, Ton Meteorikon. Editio princeps. Corpus Philosophorum Medii Aevi Commentaria in Aristotelem Byzantina, 6. Athens:Academy of Athens, Kentron Ereunes tes Hellenikes kai Latinikes Grammateias, 2012. Pp. x, 138. ISBN: 9782711684137 (hardback).

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Anna Toscano
toscano.anna@virgilio.it, anna.toscano@guest.unimi.it

Il volume, curato dallo storico Ioannis Telelis, autore di una interessante ricerca intorno ai fenomeni meteorologici e climatici in Bisanzio (Mετεωρολογικά Φαινόμενα και Kλίμα στο Bυζάντιο, Athens, 2004), nella quale ha esaminato, raccogliendo, organizzando e analizzando, tutte le possibili fonti rintracciabili, dirette ed indirette, relative alla meteorologia e climatologia in età bizantina, è un pregevole contributo all'edizione completa della Philosophia di Georgios Pachymeres (1242-post 1307), un progetto di ricerca in corso promosso dal Centre for the Research of Greek and Latin Literature of the Academy of Athens.

La Philosophia dell'accademico erudito Georgios Pachymeres, teologo, storico, filosofo e matematico, costituisce una Paraphrasis in universam philosophiam Aristotelis (come recita il sottotitolo dell'edizione latina dell'opera pubblicata a Basilea nel 1560). Non bisogna dimenticare che gli scritti di Pachymeres videro la luce durante un periodo di rinascimento culturale dell'Impero di Bisanzio: tra il XIII ed il XIV secolo la filosofia naturale degli "Antichi" era tenuta in grande considerazione nell'entourage culturale bizantino, come formazione secolare di base, e lo studio sistematico delle opere di Aristotele era divenuto in quegli anni un'attività prevalente per gli studiosi del primo periodo della dinastia dei Paleologi. Il rinato interesse per la filosofia e la scienza classica in quel tempo fu determinante nel favorire la riproduzione di manoscritti filosofici greci. Molti studiosi bizantini del tempo desideravano raccogliere, studiare e lavorare su manoscritti o su copie delle opere originali di Platone, Aristotele e su quelle dei loro commentatori tardo antichi, o sui loro "compendia," parafrasi e commenti. La tendenza generale che si mostrò in quel periodo di integrare l'antica saggezza attraverso la compilazione di nuovi compendi e parafrasi, raggiunse l'obiettivo con la pubblicazione della Philosophia di Pachymeres.

Quest'opera, composta nel 1307/08, offre uno sguardo panoramico sulla filosofia di Aristotele, rappresentando il tentativo di un erudito studioso bizantino di includere in un libro-compendio una collezione di parafrasi di quasi tutta la gamma degli scritti filosofici di Aristotele, dalla logica, alla filosofia naturale, dalla metafisica, all'etica.

Il carattere dell'opera è sia didattico che erudito. Il metodo adottato da Pachymeres consiste nello scegliere i passaggi significativi dell'opera dello Stagirita e nell'esporli, con termini semplici e di facile comprensione, utilizzando il linguaggio e le idee adottate dagli antichi commentatori. In questo senso la Philosophia di Pachymeres può essere considerata uno strumento efficace di studio, dal chiaro scopo di introdurre gli studenti alla pratica filosofica attraverso una "sinopsi" del "corpus" aristotelico, in grado di trasmettere l'essenza del pensiero di Aristotele, senza affrontare il testo.

La Philosophia, Book 5: Commentary in Aristotle's Meteorologica è dedicato alla Meteorologia di Aristotele. Suddiviso in tre parti e diciassette capitoli, il testo di Pachymeres offre una sintesi dei quattro libri dei Meteorologica dello Stagirita.

Come Telelis ben precisa nei Prolegomena che introducono l'opera di Pachymeres, la Philosophia, Liber V riproduce ovviamente il testo aristotelico: tuttavia Pachymeres è riuscito, in più occasioni, a gestire liberamente il materiale originario, non solo omettendo dalla sua ricomposizione passaggi o interi capitoli dei Meteorologica di Aristotele, ma anche includendo brani di commentatori tardo antichi (Alessandro di Aphrodisia, Olympiodorus, Joannes Philoponus), e in alcuni casi offrendo diverse riflessioni e osservazioni originali.

Nel paragrafo 1.2 del Primo Capitolo dei Prolegomena (Georgios Pachymeres and the aristotelian Meteorology) Telelis esamina la ricezione che il testo aristotelico ebbe a Bisanzio e presso le culture medievali contigue (Occidente latino, Oriente arabo e ebraico) (8*-18*), indagando sulla posizione occupata dalla Philosophia, Liber V nel corpus delle opere di Pachymeres; mentre nel Secondo Capitolo (Philosophia, Book 5: Content and Method) lo studioso delinea il contenuto e il metodo adottato in ogni titolo e capitolo dell'opera del filosofo ed erudito bizantino (19*-48*).

Il Capitolo Terzo, Notabilia (49*-66*), include i Marginalia del manoscritto, le illustrazioni e le prove geometriche del Titolo β', capitolo ς': Περὶ ̛ίριδος.

Nel Capitolo Quarto Telelis incentra l'attenzione sulla Tradizione manoscritta del testo aristotelico (67*-101*): nel dettaglio sono presentati gli autografi adottati da Pachymeres e le loro relazioni intercorrenti; viene descritto l'esemplare dei Meteorologica usato da Pachymeres per la compilazione dell'opera, e la tradizione manoscritta indiretta con la quale si è raffrontato.

Il Quinto Capitolo è destinato da Telelis all'analisi della lingua della Philosophia, Liber V, che è la lingua letteraria bizantina di Nicea e del primo periodo dei Paleologi, che, come riporta Telelis, Robert Browning definisce uncompromisingly classicizing ne The Language of Byzantine Literature (in G. Nagy, ed., Greek Literature in the Byzantine Period, 2001, p. 124, originariamente in S. Vryonis, ed., The past in medieval and modern Greek culture, Malibu, 1978). Nel dettaglio Telelis esamina le particolarità grammaticali del testo, come l'accentazione, la coronide, l'apostrofo, la crasi, l'accentazione enclitica, la conservazione dell'ectlipsi, l'uso di particolari termini rari (103*).

Come sottolinea Telelis obiettivo di questa edizione è la necessità di restituire in modo più fedele possibile il testo di Pachymeres. Questo impegno presuppone l'accettazione di alcuni principi editoriali, che il curatore presenta nel Capitolo Sesto (115*-118*).

Una vasta Bibliografia, suddivisa per "Abbreviazioni," "Autori Antichi e Bizantini" ed "Autori Moderni" costituisce la natura del Capitolo Settimo (119*-132*), con il quale si concludono i Prolegomena.

Il testo di Georgios Pachymeres Philosophia: Biblion Pempton, Ton Meteorikon (3-75) viene introdotto da una Tabula notarum in apparatibus adhibitarum (2) ed è accompagnato da tre apparati: "Aristotelicus", "Fontium" e "Criticus."

Il volume si conclude con tre Indici: "Index nominum propriorum" (77), "Index verborum" (78-113) ed "Index locorum" (115-130).

Sette pagine finali (131-7) riproducono in facsimile alcuni folia del manoscritto conservato presso la Staatsbibliothek Preußischer Kulturbesitz di Berlino, il Codex Hamilton 512 (gr. 408) (f. 74v, Meteoreticorum 19,11-22,2; f. 75v, Meteoreticorum 23,19-26,14; f. 81r, Meteoreticorum 42,17-44,4; f. 83r, Meteoreticorum 49,15-50,18; f. 84r, Meteoreticorum 53,6-55,11; f. 84v, Meteoreticorum 55,12-57,11; f. 86r, Meteoreticorum 61,5-61,6).

L'edizione del testo di Pachymeres curata da Ioannis Telelis deve essere considerata un eccellente studio storico, filologico e filosofico ed un contributo critico originale all'Editio princeps, la cui analisi sistematica costituisce un fondamentale tassello per la ricostruzione della Filosofia Medievale Bizantina encomiabilmente voluta e sostenuta dall' Ακαδημία Αθηνών.

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